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Chre’tien de troyes


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Nemrod, mastro di Babele, il I tiranno sulla terra avrebbe, sec. Certe legg. Orientali, costruito la torre di per raggiungere Dio, poi sarebbe salito ai cieli in un baule sollevato dagli uccelli.

Sec. Ales de Paris è l’India luogo della sua inziaizione al suo destino e alla sua morte. L’eroe scopre la fontana della resurrezione e della giovinezza ma l’unica che che gli rimane inaccessibile e che + gli importa è quella dell’IMMORTALITA’. Infine il frutteto incantato delle ragazze-fiore gli è posto sotto il segno della precarietà e della morte: questo paradiso terrestre non è guardato da angeli ma da 2 automi che ne barrano l’accesso. Nell’autunno del ME appare tra i nuovi prodi che incarnano l’ideale di cavalleria.
I.2 SOGNO PROFETICO 250-349

Note:


L’unico tex completo che sia pervenuto, sebbene in 1 cond. Testuale molto contorta, è il rifacimento di tutta la trad.latina e romanza delle storie di Ales fatta x le gent laie(per i laici che non sanno il lat.)da Ales. De Paris alla fine del XII s. tra il 1180-90 ca.. Poeta non eccelso,ricupera l’infanzia (I branche)da 1 scritto tra il1160-65 di 1 anonimo; la II episodio del Fuerre de Gadres di 1 certo Eustache che racconta 1 razzia di bestiame nella zona di Gaza (Gadara) e 1 imboscata di nemici con echi vicini alla Chanson de Roland. III in dodecasillabi di Lambert le Tort de Châtedun, che parte dalla sconfitta di Dario e arriva fino al tradimento che prepara la morte di Ales. IV la morte, esequie e lamenti sull’eroe morto, smembramento del suo impero. Il tex è in parte di A. de P. e di Pierre de Saint-Cloud.De Paris sembra comunque essere il responsabile della costruzione del tex e presto sbaraglia i concorrenti pur rimanendo i dotti, legati alle versioni latine in prosa e versi, antiche o recenti. Il suo tex ci è pervenuto in 17 Mss. tutti copiati in area piccarda + frammenti. Un grand lavoro di cucito e rammendo in cui si intravedono le difficoltà in filigrana. Sappiamo troppo poco della vita di Ale de P. per capirne i motivi politici. Il topos del libro da cui deriva la storia si ritrova in quasi tutti i rom.mediev. e nei tex epici, che rimandano alla geste conservata nei monasteri ma anche diffusa a viva voce tra la gente. Il Roman è anche 1 tex esotico.

Il sogno è medievalmente il segno che la divinità dà all’uomo: topico è quello di Scipione comentato da Macrobio che serve da modello fino al Roman de la Rose ma anche la Bibbia è piena di sogni premonitori, mandati direttamente da Dio, la cui interpetazione è op.dei profeti. I filosofi che interpretano prima di Aristotele, che è III non a caso, qui appaiono pesanti. Di questa nascita divina si è perduto il senso o forse dopo Cristo non era + lecito attribuirla a nessuno. L’uovo come metafora del mondo è 1 luogo comune dell’imagine mundi in tutto il ME.

La trad.che vede nell’Oceano 1 serpente è orientale. Il domare Bucefalo dimostra il potere di Ales. Di sottomettere la natura.
I 5. BUCEFALO

Ha i fianchi bianchi neri e la groppa fulva, la coda striata come quella del pavone, la testa di 1 bue e gli occhi di un leone.
I 6.LA VALLE PERIGLIOSA

Ales è visto qui come il Salvatore,l ‘uomo che, solo, si sacrifica per salvare il mondo. Ma la simbologia cristiana è un po’ fuori luogo nella storia dell’eroe macedone, imbarazza anche lo stesso scrittore. Sono passate ad es. dalla Bibbia le espressioni del dolore collettivo, come lo stracciarsi le vesti ma anche gli eroi piangono, svengono, si torcono le mani e si strappano i capelli. Il senso della prova è tutto in questa terribile paura della morte, che l’eroe deve superare nella sua discesa agli Inferi.

L’eroe salvifico deve essere solo a offrirsi spontaneamente al sacrificio: l’immagine di Cristo non poteva essere + chiara, il Dio è quello cristiano e Ales è Cristo nell’orto degli ulivi. I 12 pari sono dodici come gi apostoli e i paladini di Carlo Magno.
III.4 LA SALVEZZA DI ATENE

La capacità di vedere nel mondo ant. La proiezione del proprio mondo, atteggiamento inverso a quello che sarà l’atteggiamento umanistico e rinascimentale: gli uominidel ME non hanno scrupoli né filologici né archeologici
IVa 2 DENTIRANNO

Nome di 1 bestia con la fronte armata di 3 corna assai grandi.

La III branche che racconta le meraviglie dell’India e del bestiario che attacca l’esercito di Ales.Attraversa il deserto inseguendo Poro, il deserto è la strada + corta ma + perigliosa. La sete è il tormento + grave ma giungendovi gran parte dei soldati vengono divorati.
IVa 7. I NITICORACE

Animali blu con piedi neri e becchi come le beccacce, e creste come i galli
IVa II. LE SIRENE

Tutte nude fino ai talloni(?) e alcuni soldati vengono trascinati sott’acqua, abbracciati e perdono la vita.


IvA I3 LE FANCIULLE FIORE

Qui non si parla di amore cortese: ma di giochi sessuali scherzosi con le sirene. E’ 1 racc. antico già del Ramayana. La disponibilità sessuale, priva di ogni senso di peccato, doveva sembrare- o è sempre sembrata- 1 sogno impossibile agli europei, educati alla sessuofobia giudeocristiana. Sotto ogni albero appare una fanciulla. Appare la mandragora legata alla magia e sfruttata per filtri d’amore o contro la sterilità (Machiavelli).

Stupisce però in questo giardino la rozzezza del racc.(fegato, veleni)

L’ombra è il termine chiave dell’episodio che domina il loro destino, non quello legato ai riti della vegetazione (Demetra ma anche celtica), ma un’inedita impossibilità di affrontare i raggi del sole che le farebbero cadere morte. Il vecchio dice ad Ales.che le fanciulle in inverno sono sotto il souolo mentre rinascono primavera come i fiori.Ma mancano gli uomini: sul ponte levatoio ci sono 2 automi fanciulli, uno magro e alto e l’altro grasso e basso con magli, così come Chr:de Troyes nel ponte delle spade che Lancillotto deve passare ferendosi orribilmente e dove ci sono 2 ferocissimi leoni.Ma Aless.non vi partecipa: solo la soldataglia lo fa.
IV c I .DISCESA SOTTO IL MARE

I Romani furono costretti ad accordarsi con lui poi ha messo Puglia e Calabria al suo comando e ha conquistato l’Africa, Armeni, Siriani.

Scende col batiscafo e guarda la vita dei pesci.(ha i capelli biondi)

Salita al cielo è il simbolo delle seta di conoscenza di Alessandro disposto a correre tutti i rischi pur di non restare all’oscuro di nulla.


VI I. NELLA TENDA DI ALESSANDRO

La tenda cubica che rimanda, come la Ka’ba della Mecca, ai 4 punti cardinali, è 1 simbolo del rapporto che l’eroe ha con l’universo.’sono i filosofi che danno nome alle cose’(rimando a Aristotele). Ales si considera greco.


IL ROMANZO –MARIA LUISA MENEGHETTI
I PROBLEMI DEL ROMANZO MEDIEVALE

Di Cesare Segre
Insegna filologia romanza all’Università di Pavia: a partire dalla metà degli anni ’60, in stretta collaborazione internazionale dello strutturalismo prima , e della semiotica, poi, ha allargato i suoi confini .

Questo è il suo unico lavoro sul romanzo cavalleresco ma approfondito dal punto di vista narratologico e dal punto di vista e riflessioni sul pensiero di Bachtin (teorico della letter.) che si è mosso fra storia e letter.aperto alla cultura tedesca piuttosto che alla francese. Le sue ricerche storiche sono al servizio della teoria la quale a sua volta è al servizio della critica. Culmine della sua op. sono i lavori su Dostoevskij e Rabelais. Sec. Lui il romanzo si differenzia da tutti gli altri generi letter.da 3 punti:

  1. la tridimensionalità stilistica legata alla coscienza plurilinguistica che si realizza in esso che si realizza in esso

  2. il mutamento radicale delle coordinate temporali del pers. Letter. nel romanzo

  3. la nuova zona di costruzione del pers.letter. nel romanzo: max contatto col presente nella sua incompiutezza.

(Estetica e romanzo)

La data di nascita del romanzo moderno Hegel la data nel ’700 inglese o in part.col Tom Jones di Fielding (Curtius)(portato alle estreme conseguenze da Lukács ma Heine è risalito perfino al Don Chisciotte ma altri col Jean de Saintré (Kristeva), con la Fiammetta del Boccaccio o con la Vita Nuova di Dante, addirittura i romanzi arturiani in prosa. Ai romanisti ovviamente il’ cycle de l’antiquité’ e soprattutto Chrétien de Troyes.( (attivo tra il 1160 e il 1190)

Poco sappiamo della sua vita, e le poche notizie sono estrapolate dalle opere. I tratti regionali della sua lingua attestano che egli doveva essere originario della regione di Champagne. Chrétien cominciò infatti a scrivere romanzi in versi alla corte di Maria di Champagne, figlia di Eleonora d’Aquitania. Svolse tuttavia la maggior parte della propria attività presso la corte comitale di Troyes, e solo nell’ultimo periodo della vita si trasferì in Fiandra, dal conte Filippo d’Alsazia. Letterato colto e raffinato, dovette compiere gli studi del trivio e del quadrivio, come si evince dalla qualità della sua poesia. Chrétien va considerato a buon ragione il maggiore poeta medioevale prima di Dante: i cinque romanzi cavallereschi da lui scritti sono improntati al ciclo bretone. Due di essi rimasero incompiuti: il Lancillotto fu direttamente affidato da Chrétien a Geoffroy de Lagny che lo completò diretto, mentre il Perceval, interrotto dalla morte del poeta, fu ampiamente continuato da autori diversi. L’ideologia di Chrétien è intimamente legata alla società aristocratica feudale; l’avventura e l’amore sono considerati infatti come privilegi destinati a pochi eletti. Nonostante lo spiccato elitarismo delle figure e dei miti di Chrétien, essi ebbero larghissima diffusione in Europa e furono continuati e rielaborati per secoli in Francia, in Inghilterra, in Germania e in Italia, diventando elemento non trascurabile della spiritualità e della civiltà letteraria d’Europa.


Le opere:

Erec ed Enide

Cligès

Lancillotto o il cavaliere della carretta



Ivano o il cavaliere del leone

Perceval o il racconto del Graal)


Il termine ROMAN presenta 1 problema: IN ORIGINE INDICAVA LE TRADUZIONI DAL LATINO, OPPURE I TEX NARRATIVI IN GENERE. Ma è difficile includere Il Roman de Renart e il Roman de la Rose. La differenza tra Roman e Novel è alquanto labile.

Bachtin individua nel mondo ant. 2 filoni: 1 è quello socratico, della satira menippea e del dialogo lucianeo, l’altro è quello dei cosiddetti romanzi ‘greci’ o ‘bizantini’. Fondamentale nei suoi lavori la stilizzazione e la parodia. Non è solo nel mondo ant. Che individua 2 linee stilistiche del romanzo europ., 1monolinguistica, 1 plurin., la I astratto—idealizzante, la II polifonica anche in senso sociale. Il romanzo medievale predilige di norma la I.

Il romanzo cortese è 1 autorappresentazione della cavalleria feudale nelle sue forme di vita e nei suoi ideali. Considera come irrilevanti le altre classi sociali. Le tensioni linguistiche si faranno avanti quando giungerà la classe reietta e dei diseredati e soprattutto la borghese, apportatrice di novità. Gli esperimenti plurilingusitici e parodistici , ben frequenti nel ME, restano dapprima estranei al romanzo: li si incontrerà soprattutto nel Roman de Renart.

La dialettica autore-personaggi è probabilmente costitutiva della narrativa d’invenzione in cui i fatti prevalentemente fittizi diventano convincenti grazie alla presentazione fattane dall’autore, con variabili distanze e modi: già nel ME si utilizza il monologo. Bachtin avvertì che il romanzo cavalleresco in prosa doveva naturalmente far entrare nella propria struttura tutta la molteplicità dei generi ideologici quotidiani e intraletterari.

Lukács stesso è poco interessato al Me, sec. Lui il processo, il romanzo, è l’itinerario dell’individuo problematico che viene a se stesso, la via che dal torpido irretimento nella realtà che semplicemente è, eterogena e priva di senso per l’individuo, conduce alla compiuta e lucida conoscenza di sé. Perché soltanto quando l’uomo agisce, attraverso l’essere sociale trova espressione la sua vera essenza, la forma autentica e il contenuto autentico della sua coscienza. La sua natura diegetica si differenza dalla forme teatrali, mimetiche, della lirica, che può prescindere dall’azione e il cui unico pers. È l’io. Il legame biunivoco tra pers. E azione (il I compie la II ma la II si ripercuote sul I).E’ l’impatto del pers. Col mondo ex (la società e la natura) che produce la necessità dei procedimenti prospettici e polifonici di cui abbiamo parlato, perché questo impatto non è descrivibile atarassicamente dallo scrit.

Bachtin: il romanziere gravita verso ciò che non è ancora compiuto: può apparire in qualunque posa d’autore, può raffigurare momenti reali della sua vita o intervenire nella conversazione dei protagonisti, può polemizzare coi suoi nemici letterari. Ma a differenza di Lukács non oppone pers. E realtà.

XII e XIII sono splendidamente eidogenetici: il romanzo appena nato s’impone sulla scena aspirando anche a inglobare le altre forme diventando + che genere-guida, genere totale: è soprattutto la chanson de geste che converge verso il romanzo assimilandone la trattazione della fenomenologia amorosa e l’apertura al comico. I romanzi ‘antichi’derivano principalmente da poemi lat. Eroici .LA GRANDE INVENZIONE DEI ROMANZIERI MEDIEVALI E’ IL COLLEGAMENTO TRA AMORE E IMPRESE, TALE DA FARE DELL’AMORE IL MOVENTE DIRETTO.

(ROMANZO DI EDUCAZIONE---ENTWICKLUNGSROMAN=ROMANZO DI FORMAZIONE CHE DAL PERCEVAL, DAL JAUFRE’ E DAL BEL INCONNU GIUNGERA’ FINO AL WILHELM MEISTER E AL ROUGE ET LE NOIR).
L’ALEXANDRE ‘DI ALBE’RIC E LA SEPARAZIONE FRA ‘CHANSON DE GESTE’ ET ROMANZO

La tecnica della geste non ha 1 origine diversa da quella del poema agiografico: il Roman d’Alexandre è dunque 1 chanson de geste? È esistito nel periodo + antico della poesia franc. 1 tipo di canzone narrativa, scritta nella forma di lasse monorime a vv ottosillabici…

Ormai la separazione tra romanzo e chanson de g. è 1 fatto realizzato: solo il ciclo di Ales. Pur sviluppandosi in senso romanzesco resta fedele alla trad. tecnica della lassa. Ci furono pure 2 almeno versioni del Brut in dodecasillabi. Quindi lotta fra antica e mod. tecnica ci dimostrano come la separazione tra chanson de geste e roman non si fece in 1 momento ma in seguito a numerosi tentativi. La materia alessandrina ebbe dignità letter. prima di questa separazione.

LA MORFOLOGIA RIFLETTE LA STORIA, ED E’ LA DIACRONIA DEI TEX + ANTICHI CHE SPIEGA LA DISTRIBUZIONE SINCRONICA DELLE STRUTTURE NELL’ETA’ DELL’ORO DELLA LETTER. D’OÏL.

LA LINGUA D’OÏL (profilo di grammatica storica del francese antico)

AURELIO RONCAGLIA
FONETICA

Accento: fra il III e VI sec. Mutato carattere, per il prevalere dell’intensità espiratoria sull’altezza melodica e es’è liberato del condizionamento prosodico, per la scomparsa delle opposizioni quantitative con valore fonologico; ma è rimasto, di norma, sulla medesima sillaba che lo portava in latino.

Nel latino tardo ci fu:


  1. muliĕrem>mulièrem>mollier

  2. battùĕre>bàtt(u)ĕre>batre

  3. intĕgrum>intègrum>entier

  4. cantà(vi)sti>chantàs

  5. con-vĕnit>convient

  6. sapĕre>saveir>savoir – martyrem>martir – spiritus>esperit>esprit


Vocalismo tonico (che porta l’accento tonico)

Il sistema vocalico del lat. Classico s’era ridotto nel latino volgare della Gallia (come in Iberia e Italia centro-sett.) a 7 vocali:

ï ĭ ē ĕ ǻ ǒ ō ŭ ū



i ệ ę a o ọ u



(senza accento) (con virgola sotto)


Il francese ant. Ha mantenuto le 7 vocali del latino volgare.

Le vocali estreme i ed u si sono conservate come in sillaba impedita: i intatta, ed u palatalizzata in ü.

Il dittongo au s’è monottongato in ọ in età romanza abbastanza avanzata.

EVOLUZIONE CONDIZIONATA

1.

l’evoluzione vocalica è , in determinati casi, condizionata e variamente modificata dal contesto fonetico. Le principali modificazioni dipendono da:



a)Palatalizzazione: provocata dalla presenza d’un suono palatale (i semiconsonantico, primario o secondario) adiacente alla vocale:l’elem.palatalizzante è lo yod(i semiconsonantica già lat.classica(maiorem).Le cons.l,n,r,s,t,d, seguite da yod si sono palatalizzate e hanno a loro volta esercitato azione palat.sulla vocale che le precedeva.

INFLUENZA PROGRESSIVA

---a libera(>e)preceduta da palatale, ha dato luogo al dittongo ie>e(XIV in F, già anticipata fin dal XII in anglonormanno):caput>chief

----e libera(>ei) preceduta da palatale s’è ridotta (attraverso il trittongo*iei)ad i:cēra>cire, mercēdem>merci

INFLUENZA REGRESSIVA

-i seguita da palatale, ha dato luogo al dittongo ei, che ha poi seguito le sorti degli altri ei passando a oi (e + a oe>ue>ua).

-a seguita da palatale ha dato luogo al dittongo ai che s’è presto monottongato nella pronuncia ę, pur serbando solitamente la grafia ai:il suffisso –arium, -aria>-ier, -ière(-er,-ère), radium>rai

-o(con virgola sotto) seguita da palatale ha dato luogo al dittongo ui.



  • ọ seguita da palatale ha dato luogo al dittongo oi>oe>ue>ua vōcem>vois(>voix).

-u seguita da palatale ha dato luogo al dittongo ui

INFLUENZA REGRESSIVA e INFLUENZA PROGRESSIVA combinate.

-a libera preceduta e seguita da palatale, s’è ridotta (attraverso il trittongo *iei)ad i---iacet>gist
b-velarizzazione, provocata dalla presenza d’un suono velare (u semicons., sviluppato da l complicata) immediatamente susseguente alla vocale;filius>fr.fis; piccardo fius, fieus

La x finale è della grafia moderna

c-palatalizzazione e velarizzazione possono combinarsi assieme quando la –l-sia palatalizzata;



d-nasalizzazione, provocata(per anticipazione dell’abbassamento del velo palatino) da una consonante nasale (n o m)immediatamente susseg.alla vocale.

Dal IX s. il franceseha nasalizzato tutte le vocali toniche e anche atone seguite immediatamente da una consonante nasale. In fase ant. La cons. non era come oggi totalmente assorbita dalla vocale nasalizzata---plenum>plein
-e-palatalizzazione + nasalizzazione=gn(es)di ignaro---verecǔndia>vergogne
-metafonesi,ossia azione esercitata (per anticipazione articolatoria) dalla qualità della vocale finale(-ï)sul timbro della tonica. Fis< fēcī.
VOCALISMO ATONO

Le vocali atone di sillaba finale sono tutte cadute ad eccez. Della sola- a che si è indebolita in 1 –e dapprima evanescente e oggi muta---terra>terre ma anche febrem>fièvre.

ALLOTROPIE E PARTICOLARITA’ NEL VOCALISMO

Me---forma forte(tonica)mei>moi forma debole(atona)me

Tra(n)s>tras>très

Escole
CONSONANTISMO

-c- dinnanzi ad e od i è passata al suono della z sorda, e + tardi, nel sec. XIII, della s sorda, pur rimanendo in generale scritta c-

-c-dinnanzi ad a , s’è invece mutata in č-palatale (ch graficamente)---cervum>cerf.

-g-dinnanzi ad e od i>ğ(pron.come it.ge,gi) e nel XIII pur rimanendo scritta g, si sprantizza e forma J=ž del suono indicato indicato col digramma ch(=š)

-a tonica>e --cara>chière

-le labiovelari qu-,-gu (germ.w-)qui---ki,guide,gide(picc.norm.)---ghide

-w germ. Conservata solo in vallone (Willaume—Guillaume),werra>guerre, guespe>guêpe>vespa

-h iniziale lat.aveva già perduto valore fonico: quella germanica invece è l’aspirata(evita la liaison)

-ripa>riba>rive

-vita>vida>vidhe>vie

-mal(i)fatium>malvais>mauvais

-aqua>eve

-securum>(segurum)>seür>sûr

-pacare>(pagare)>paiier(oggi payer)

-placere>plaisir

-capra>chievre

-rad(i)cina>racine

-testa>teste(pron.tet già da XI)

-factum>fait

-auric(u)la>oreille

-vinea>vinia>vigne

-vendemia>vendenge

-muros>murs

Il franc.ant.possiede ben 19 dittonghi(13 orali+ 6 nasalizzati) e 3 trittonghi.


MORFOLOGIA

Il sist.della flessione nominale lat.aveva già subito una profonda trasform.in fase preromanza per la riduzione delle declinazioni da 5 a 3, essendosi la IV assimilata alla II, riduzione dei generi con l’eliminazione quasi totale del neutro(tutti i nomi in –or,-orem>la douleur, amour eraq femm. Ma è divenattao maschile nel Rinascimento, assorbito normalmente dal maschile; riduzione dei casi della flessione desinenziale a 2 (nominativo e accusativo)fino al XIII(cas sujet sujet o caso retto e cas régime o c.obliquo)—per comodità noi nominatiovo e accusativo e nel XIV le forme accusativali soppiantano definitivamente le funzioni del nominativo.


-treis vinz=60, quatre vinz=80

dont
VERBI
In epoca preromanza :

perdita del passivo organico, futuro semplice organico, (in Italia e in Gallia)del futuro esatto e del perfetto congiuntivo, imperfetto congiuntivo(in quasi tutta la Romània)sostituita del piuccheperfetto, perdita del supino, dell’infinito passato, del participio futuro, dell’imperativo futuro,

formazione di 1 condizionale (futuro del passato).

Due sole le coniugazioni VIVE :LA I(in-are) E LA IV(-ire); la II e la III si confondono.

Dell’imperativo lat solo la II s. è superstite

Gerundio eparticipio presnte vengono a coincidere in 1 stessa forma.

Il futuro si forma aggiungendo al tema dell’infinito le desinenze come oggi
AVVERBI

I modo:


Per gli avverbi derivati da aggettivi, è normale la formazione perifrastica ablativale dal femminile +mente>-ment—bona mente>bonement. Quando ne abbiamo + d’1 successivi lo prende l’ultimo(Roland)

II modo=molti persi dal latino al volgare : c’è la frequente coesisetnza di forme con o senza –e, con o senza-s----quant
PRPOSIZIONI

La gramm.storica mal può serbare la distinzione tra preposizoni e avverbi; in fondo le prep.sono avverbi

Ad>a

De>de


In>en

Per>par


Inter>entre

Trans>tres

Pro>po(u)r
Congiunzioni

Et>et


Nec>ni,ne

Sic>si


Magis>mais
RIEPILOGO DEI TRATTI DIALETTALI

-si possono considerare caratteri genericamente settentrionali (comuni a Piccardia e Normandia):



  1. tardiva e incompleta palatalizzazione di u

  2. mancata apertura di e nasalizzata e conseguente distinzione tra en e an

c. conservazione della velare negli esiti di c+a, g+a, e grafie gh, g per gu…

-si possono considerare caratteri genericamente occ.



  1. mancato dittongamento ou< ọ(con virgola sopra)

  2. mis,tis,sis come forme di nominativo masch.

  3. –om,-um desinenze verbali di I pers.plurale

-si possono considerare orientali:



  1. tendenza al dittongamento ei <à

-area normanda



  1. pronuncia molto stretta di ọ

  2. mancata evoluzione oi

-anglo-normanni



a. confusione tra ei e ai e tra ein ed ain

1"Tischbein: Johann Gottfried Herder," Enciclopedia® Microsoft® Encarta 2000. © 1993-1999 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.

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