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Scheda Nuvola


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Scheda Nuvola

La realizzazione del Nuovo Centro Congressi di Roma all’Eur viene decisa alla fine degli anni ’90. Malgrado le motivate obiezioni di urbanisti e personalità varie e dei residenti riuniti nel Consiglio di quartiere EUR, viene prescelta l’area di 26.981mq (M4 - destinata a servizi pubblici locali) tra viale Europa, Via Cristoforo Colombo e viale Asia. La scelta del sito, troppo piccolo per una struttura del genere e carente di infrastrutture adeguate (tra cui i parcheggi), viene giustificata dalla presenza delle attigue “torri” del Ministero delle Finanze (oltre 50.000 mq da ristrutturare per destinarle ad alberghi e altri servizi per il polo congressuale, comprendente anche il già esistente Palazzo dei Congressi dell’arch. Libera), di cui quindi viene avviata la dismissione.

Nel 1998 viene bandito un concorso internazionale per la progettazione preliminare: cubatura massima consentita 323.772 mc - altezza massima 70 m – importo di riferimento del costo di costruzione 240 miliardi di £ire. Il finanziamento è previsto a valere sui fondi della legge per Roma Capitale e sul contributo del Comune di Roma.

Il16.02.2000 la commissione presieduta dall’arch. Sir Norman Foster aggiudica il concorso al progetto dell’arch. Massimiliano Fuksas. Nel marzo dello stesso anno l’Ente Eur è trasformato in spa. Il 22.01.2001 viene approvata la convenzione per la realizzazione e la gestione del “Centro Congressi Italia” tra Comune ed Eur spa.

A luglio 2001 Eur spa bandisce un appalto concorso per la concessione di progettazione, realizzazione e gestione del Nuovo CCI. La gara è aggiudicata nel 2003 all’ATI Centro Congressi Italia spa (costo circa 200 milioni €).

Il progetto definitivo predisposto dalla CCI spa viene approvato dal Comune nel 2004. Ma a seguito di contenziosi immediatamente sorti (rivalutazione del piano finanziario a 250 milioni €), si arriva nel 2006 alla risoluzione consensuale del contratto con il concessionario.

Il Comune di Roma consente allora ad Eur spa di realizzare l’opera con modalità differenti dalla concessione di costruzione e gestione. Eur spa quindi bandisce nel 2007 una gara di appalto di sola costruzione (compreso l’adiacente albergo/lama) prevedendo un importo a base d’asta di 277.476.870 €. La redazione dell’esecutivo viene affidata all’arch. Fuksas.

L’appalto viene aggiudicato a Condotte d’Acqua spa nel 2008 per un importo di 221.544.000 €.

Le vicende successive, fatte di problemi e di annunci roboanti, di varianti e di aumento dei costi, fino alla situazione di stallo attuale, sono impietosamente esposte nell’appendice 1 della relazione (determinazione 99/2014 vai al link ) al Parlamento della Sezione di Controllo sugli Enti della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria di Eur spa (esercizi 2011-2012) (Appendice n.1 - vai al link ). Appena prima si era espressa l’AVCP: “progetto carente, costi lievitati, tempi indefiniti” (vai al link)

Per quanto riguarda invece la cronologia degli atti del Comune di Roma in relazione alle varie fasi della vicenda che ha portato alla situazione di indebitamento e al dissesto attuale dell’Eur spa e alla carenza di risorse finanziarie che rende impossibile il completamento dell’opera v. la cronologia allegata predisposta da Salute e Ambiente Eur)

Per quanto riguarda il da farsi v. allegato “ora cosa fare, cosa evitare ”.

Ora cosa fare, cosa evitare ( a cura del Comitato Salute e Ambiente Eur)

Di fronte al disastro attuale, le posizioni di istituzioni, Eur spa e cittadini residenti sono molto distanti, se non opposte.

Eur spa – che ha dovuto presentare di recente al Tribunale un’istanza di fallimento in bianco – vuole andare avanti, anche a costo di disfarsi dei principali immobili che connotano il pregio del compendio unitario di beni (che gli fu affidato da gestire al momento della trasformazione dell’Ente Eur in spa) nonchè di una parte dei dipendenti (sembra però implicito che i vertici e i quadri debbano rimanere).

Roma Capitale, dopo aver dichiarato per bocca del Sindaco la volontà di disfarsi della propria quota del 10% della spa e per bocca dell’assessore Caudo che ciò sarebbe un errore, ha concluso che si deve andare avanti e fare della Nuvola il perno del polo congressuale di Roma. Quindi ha condiviso con il MEF la necessità di reperire per Eur spa le risorse indispensabili per completare l’opera, anche cedendo ad altri soggetti pubblici la proprietà di alcuni degli immobili di pregio. Risulta che il MEF abbia imposto la redazione di una due diligence per verificare lo stato reale della società.



I comitati dei residenti dell’Eur ritengono che non si possa proseguire (anche per una questione di moralità delle istituzioni e di rispetto dei cittadini) sulla strada di sempre, con l’iniezione di nuove risorse pubbliche tramite, sostanzialmente, una partita di giro tra Stato, Comune e altri enti pubblici, vecchi o nuovi che siano, ai quali “vendere” parte del patrimonio dei Eur spa (che pubblico lo è già).I cittadini fanno presente che gran parte gli immobili citati come possibile oggetto di cessione sono stati già (peraltro illegittimamente) conferiti in garanzia dei prestiti alle banche. Pertanto il loro valore economico è tutto da verificare. Invece ciò che ha valore (e non va dissipato) è l’insieme del compendio unitario dei beni che costituisce il quartiere Eur, compresa la sua originaria struttura urbanistica. Sarebbe un grave e imperdonabile errore considerarlo frazionabile e lasciar gestire ogni immobile singolarmente, in base al reddito che può produrre. L’Eur spa è stato dotato di un ingente patrimonio proprio per ricavare le risorse per gestire e valorizzare unitariamente quel compendio unitario di immobili di pregio, tra i quali molti necessitanti di cure ma poco produttivi di risorse proprie (per es. musei). Pertanto propongono:

  • che siano verificate, a partire dallo stato attuale, le condizioni e i costi per il completamento dell’opera mediante uno studio di fattibilità e di bancabilità internazionale;

  • che siano verificati i costi di gestione, una volta finito l’edificio, in primo luogo per le sue particolari caratteristiche, soprattutto in relazione alle esigenze di condizionamento estivo/invernale, tenendo presente che non è più possibile ricorrere all’ipotizzato impianto di co/trigenerazione da realizzare nelle aree adiacenti;

  • che sia verificata l’esistenza dei requisiti e dei presupposti per la destinazione congressuale dell’opera, anche in considerazione della grave carenza di infrastrutture di trasporto e mobilità;

  • che, alla luce di quanto sopra, sia verificata la convenienza e opportunità di vincolare l’opera alla sola destinazione congressuale e simili;

  • che – all’esito delle verifiche di cui sopra - l’opera, nello stato attuale, vincolata o meno alla destinazione congressuale, sia messa sul mercato e ceduta al migliore offerente e quindi al valore indicato dal mercato, e che il ricavato vada a ripianare i debiti di Eur spa;

  • che l’Eur spa sia ricondotta ai propri fini istituzionali previsti dalla legge istitutiva, per assolvere i compiti di una migliore gestione e promuovere la riprogettazione del compendio unitario di beni che costituisce il quartiere, finalizzata alla sua riqualificazione e alla tutela dei beni culturali che lo compongono e della residenzialità.

In ogni caso la soluzione del problema non può essere affidata alla classe dirigente che ha creato il problema, mentre la gestione dell’eventuale attività congressuale deve essere affidata ad esperti del settore, imprenditori che investono e rischiano in proprio, e non a burocrati che utilizzano le risorse pubbliche senza rispondere dei risultati.


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