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Parco nazionale delle cinque terre


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Venerdì 11 maggio / Domenica 13 maggio

PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE

Week-end “lungo” allo scoperta dei Sentieri del Parco, per uscire dal solito turismo poco rispettoso dell’ambiente e calarci in un paesaggio mare-monti nello splendore della natura in primavera (www.parconazionale5terre.it)



Partenza: venerdì ore 15 da Pesaro - parcheggio a lato Sanpaolo Banca dell’Adriatico, di fronte Iper Rossini ed Adriatic Arena; viaggio con pulmino da 9 posti autogestito; da Pesaro circa 380 Km; arrivo previsto per ora di cena e soggiorno presso il Rifugio Escursionistico /Foresteria del Santuario di Montenero (14° secolo)- Riomaggiore (SP); 18 posti letto in 4 camere da 4 ed una da due; un bagno con 3 docce (riservate) e 2 servizi igienici.

Escursioni sia il sabato (Guida del Parco) che la domenica (Guida Lupus), alla ricerca di scorci spettacolari attraverso rupi, costiere e coltivi con la presenza di una ricca flora mediterranea e di una avifauna di assoluto interesse. Possibilità di visita di borghi caratteristici (Riomaggiore, Manarola, Vernazza, Monterosso, ecc.) e delle strutture di produzione del Parco (Laboratorio di Monesteroli, Antico frantoio e Mulino del Groppo, Cantina Sociale delle 5 Terre).



Costo: € 107,00 che comprende 2 pernottamenti, 2 cene (bevande incluse), 2 prime colazioni, Guida per il 12.05; da aggiungere il costo del viaggio (affitto pulmini € 65 cadauno al giorno, oppure € 0,50 al Km. superando i 780 Km. complessivi + consumo gasolio + pedaggio autostrada). Caparra: € 50,00 da versare all’atto della prenotazione. Modalità di pagamento caparra e saldo: versamento sul c/c postale n. 23895618 intestato “La Lupus in Fabula” con trasmissione della ricevuta al fax di seguito indicato.

Prenotazioni: assolutamente entro il 30 marzo tramite Flavio Angelini (info: 334.3115150; prenotazioni: flavio.angelini@cheapnet.it oppure fax 0721.410054).

Bambini dai 5 agli 11 anni in letto aggiunto riduzione € 15,00 a notte.

Oltre i 18 posti, possibilità di alloggio in strutture adiacenti (“Rustici” da 2/3/4 posti letto con uso cucina e servizi privati) ad € 127,00 (invece di 107); viaggio con auto propria.
Altre informazioni:
Il Santuario di Montenero (particolarmente adatto per gli escursionisti) è un centro con case vacanze e rifugio escursionistico del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Si trova sulla collina sovrastante il borgo di Riomaggiore, in uno dei luoghi più belli della costa ligure: dispone di 50 posti letto, di un ristorante-sala convegni, bar e grande piazzale panoramico.

Per le sue caratteristiche, il centro “Santuario di Montenero” è il luogo ideale sia per trascorrere alcuni giorni nella pace della natura che per effettuare ogni tipo di escursione nel Parco.

La struttura centrale con il ristorante ed il rifugio si trova all’interno della foresteria del Santuario del 14° secolo, mentre nelle immediate vicinanze si trovano i 15 Rustici ristrutturati e contornati da vigneti: sono le antiche “caselle” dei contadini, costruite con la tecnica a secco. Soluzioni abitative spartane, ma di grande fascino che permettono di godere di splendidi panorami.
Strutture di produzione del Parco
Laboratorio di Monesteroli: piccolo laboratorio dove vengono proditti la maggior parte dei prodotti del Parco tra cui pesto, miele, limonino, salse varie, marmellate, ecc.

Antico frantoio e Mulino del Groppo: visita di quello che fu l’antico mulino e frantoio degli abitanti delle 5 Terre e al piano superiore della stessa palazzina visita del frantoio moderno, con spiegazione (effettuata da un responsabile Parco) delle tecniche di produzione dell’olio biologico del Parco Nazionale delle 5 Terre.

Cantina Sociale delle 5 Terre: visita, ed eventuale degustazione, della più grande cantina all’interno del Parco. Possibilità anche di visita di un vigneto con spiegazione sulle tecniche di coltivazione della vite. Degustazione a pagamento (3 vini) € 5,00 a persona.

L'ambiente antropico



L'incontro fra uomo e natura ha portato ad una valorizzazione del territorio del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Da circa mille anni l'uomo è intervenuto su queste aspre montagne a picco sul mare sviluppando aree coltivate, per poter sopravvivere in zone anticamente coperte da un fitto manto boschivo. Quasi come per scommessa l'uomo ha voluto intraprendere questa dura lotta con la natura. Una sfida ardua da vincere, data la ripidezza della montagna, senza la quale oggi non si potrebbe ammirare lo splendido ed incredibile spettacolo costituito dai terrazzamenti. Generazione dopo generazione, l'uomo ha frantumato la roccia creando con i massi più grossi i muri a secco, e con i detriti più piccoli l'humus per la vite, aggiungendo sterpaglie ed aghi di pino.

Dalla coltura della vite è derivata una eccellente produzione di vini, rinomata per la qualità più che per la quantità. Coltivare la vite, infatti, è molto faticoso a causa della asprezza del terreno e delle difficoltà logistiche e di trasporto. La vicinanza delle vigne al mare, e soprattutto al terreno caldo ed assolato, fa sì che il vino che se ne ricava sia molto dolce. Quella della vite non è la sola attività che lega l'uomo alla terra. Accanto ai vigneti si estendono coltivazioni di limoni, rinomata la produzione di Monterosso, oliveti e orti. Un paesaggio coltivato con pazienza e con cura, tanto da aver donato al territorio del Parco Nazionale un aspetto ancor più suggestivo, con i sinuosi terrazzamenti che, come un manto verde, costeggiano e sovrastano il mare.

I piccoli borghi delle Cinque Terre confermano quanto il contatto dell'uomo con la natura sia qui avvenuto senza apportare traumi al territorio. Gli abitati si sono sviluppati nel rispetto dei valori naturali ed ambientali, salvaguardando la zona dal pericolo dell'eccessiva espansione edilizia. Essenziali i tracciati viari, con molte strade e viottoli percorribili solamente a piedi.


Le Cinque Terre



RIOMAGGIORE 

Stretto tra due ripide colline terrazzate che scendono al mare in ripide balze, l’antico borgo di Riomaggiore, colpisce il visitatore con le sue case costruite in verticale e deliziosamente colorate, mentre passeggiando tra i vicoli, le volte e le scale del borgo, si resta affascinati dall’alternarsi di luci ed ombre. Tutte le abitazioni hanno due entrate: una sulla facciata a livello del vicolo, l’altra sul retro all’altezza della strada superiore, struttura che, nel 1500 garantiva una via di fuga in caso di attacco da parte dei saraceni. Le prime notizie sul territorio di Riomaggiore risalgono al 1239, quando i popoli del distretto di Carpena giurarono fedeltà alla Compagnia genovese, e a quando nel 1251, gli abitanti delle piccole frazioni a mezza costa di Casen, Cacinagora, Saricò e Lemen decisero di confluire alla foce del “rio” e fondare Riomaggiore. Nell’ottocento, il paese allora abitato da circa 3000 persone, incantò il pittore fiorentino Telemaco Signorini, esponente di spicco della corrente dei macchiaioli. Quanto fosse affascinato da questo borgo lo si vede nei suoi quadri, in cui ha ritratto gli scuri e tenebrosi angoli più nascosto dei vicoli, i chiaroscuri degli slarghi e le ombre delle scalinate. Nella parte alta del paese si può visitare la chiesa di San Giovanni Battista, edificata nel 1340  a pianta basilicale, con pilastri in stili diversi e con le due porte gotiche. Nel borgo meritano una sosta l’oratorio di Santa Maria Assunta del 1500, l’oratorio di Sant’Antonio Abate e l’oratorio di San Rocco.   

 MANAROLA

 Un affresco dai colori solari, un paradiso di vitigni ed ulivi, un antico borgo dai colori salini nel quale le case sembrano nascere dalla scogliera della lunga e stretta marina.Le prime testimonianze storiche su Manarola appartengono alla seconda metà del Duecento e sono legate alle vicende del dominio della famiglia dei Fieschi di Lavagna.Questi ultimi, da tempo in lotta con la repubblica di Genova, furono battuti nel 1273 quando la Superba inviò una flotta di 14 galee per contrastare il ribelle Niccolò Fieschi, signore del borgo. Sotto Genova, il paese conobbe un progressivo sviluppo, diventando uno dei maggiori produttori di derrate, soprattutto di vino ed olio, e proprio a questa vocazione agricola Manarola deve l’origine del suo nome, che gli storici sostengono derivare da un Manaraea dialettale, precedente all’attuale Manaaea, risalente ad un antico magna Roea, cioè magna rota, grande ruota da mulino ad acqua. Nella parte bassa del paese infatti si può ancora ammirare il vecchio mulino o frantoio, restaurato dal Parco Nazionale. In piazza Papa Innocenzo IV, si possono visitare: La chiesa di San Lorenzo, in stile gotico-ligure edificata nel 1338, è costituita di tre navate, con un interno barocco dalla volta a botte, il Campanile Bianco a pianta quadrata, antica torre di avvistamento e difesa, eretto nel XIV secolo, il quattrocentesco Oratorio dei Disciplinati della Santissima Annunziata e l’antico ospedale di san Rocco.               

  

CORNIGLIA 

 Un antico borgo romano con una lunga e ricca tradizione agricola. Arroccato su di una suggestiva scogliera alta un centinaio di metri, Corniglia è l’unico paese ad essere quasi inaccessibile dal mare. Per raggiungerlo bisogna salire “Lardarina”, una lunga scalinata di mattoni (33 rampe con 377 gradini), o percorrere la strada carrozzabile che sale dalla ferrovia. L’abitato, circondato su tre lati da vigneti e terrazzamenti, si sviluppa seguendo la “struttura a nastro” della principale Via Fieschi. Il paese ha origini romane, ed il toponimo Corniglia deriva dal colono romano Corneliu, produttore dell’allora già rinomato vino bianco. È interessante ricordare che durante gli scavi di Pompei, furono ritrovate anfore vinarie sulle quali compariva il nome di “Cornelia”. In questo meraviglioso borgo, il turista può visitare la settecentesca piazza di largo Taragio con il suo Oratorio di Santa Caterina, affascinante palcoscenico teatrale fra le case, e la parrocchia di San Pietro; uno fra i monumenti più interessanti di tutta la costa, bellissimo esempio di gotico ligure. L’edificio fu eretto nel 1334, mentre nel 1351 fu realizzato il rosone in marmo bianco di Carrara, opera dei pistoiesi Matteo e Pietro da Campigna. All’interno sono particolarmente interessanti il fonte battesimale del XII secolo, le statue degli Evangelisti, ed il polittico diviso in spicchi che raffigura i Maestri.

  

VERNAZZA 

  Arroccata su di una maestosa ed affascinante scogliera, Vernazza compare già nelle cronache del 1080 come borgo fortificato ed efficiente base marittima dei marchesi obertenghi, probabile punto di partenze e di approdo delle forze navali impiegate per la difesa dai saraceni. Il medioevale borgo, con i suoi vicoli magici e misteriosi racchiusi fra le case multicolori, rosa, rosse e gialle, oggi affollato dai turisti provenienti da tutto il mondo, e classificato fra i primi cento borghi più belli d’Italia, vanta un’ antica e lunga tradizione marinara, un orgoglioso passato di naviganti e condottieri. Nel 1170 Vernazza al fianco di Genova combattè e vinse contro i Pisani, e come fedele alleata della Repubblica, a metà del mille duecento fu coinvolta negli scontri con  le truppe di Federico II. In questo meraviglioso borgo dal passato glorioso è bello arrivare via mare, qui il turista, raggiunto il porticciolo racchiuso fra le case dai tenui colori pastello, può visitare la chiesa di Santa Margherita di Antiochia. L’edificio, citato per la prima volta nel 1318, arricchito con ampie finestre trilobate, è dotato ad est di un corpo medioevale, ad ovest rinascimentale. Ma Vernazza vanta anche i resti del suo possente sistema difensivo. Dell’antica struttura fortificata rimangono oggi i resti della cinta muraria, il Castello Doria, la torre di avvistamento del XI secolo, il Belforte, e la Torre del Convento dei Padri Riformati di San Francesco.          

 

MONTEROSSO 

 Le prime notizie storiche su Monterosso risalgono al 1201, quando i signori di Lagneto, proprietari del castello di cui oggi rimangono alcune rovine, stipularono una convezione con Genova che nel 1214 fondò la comunità di Monterosso, ed iniziò a fortificare il borgo per proteggerlo dalle violente incursioni saracene, costruendo il più imponente sistema difensivo delle Cinque Terre. A Monterosso al Mare, amato da Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura nel 1975, che trascorreva l’estate nel “ Paese roccioso e austero, asilo di pescatori e contadini…” come lui scriveva, il turista può soggiornare nella moderna e balneare Fegina, oppure visitare il variopinto e medievale centro storico.Qui fra vicoli stretti ed intricati sorge la chiesa di San Giovanni Battista, edificata a partire dal 1220. L’edificio in stile gotico-genovese, con una bella facciata a paramento bicromo, mostra tra la porta e l’abside la torre campanaria, innalzata a scopo difensivo e poi sopraelevata nel 1400. Interessanti sono anche il convento dei cappuccini che risale al XVII secolo e la chiesa di San Antonio del Mesco del 1335. A Fegina si può ammirare la villa liberty della famiglia Montale, mentre sul promontorio che separa Fegina dal paese vecchio, si può visitare l’articolato sistema difensivo con le mura della cittadella, i resti dell’antico castello con le sue due torri, e sulla scogliera ai piedi dell’altura rocciosa la maestosa Torre Aurora.    

 

Sentieri e Trekking


  

   


Sentiero n° 1/1 Portovenere-Campiglia Difficoltà discreta Km  4,8 - durata 2h 15'

Sentiero n° 1/2 Campiglia-Telegrafo Difficoltà lieve Km  3,2 - durata 1h

 Sentiero n° 1/3 Telegrafo-Incroci 01 e 02 Difficoltà lieve Km 3 - Durata 1h

 Sentiero n° 1/4 Da incrocio 02 a Incrocio 07 Difficoltà lieve Km 3 - Durata 1h

 Sentiero n° 1/5 Incrocio 7-M. Malpertuso Difficoltà lieve Km 2,8 - Durata 50'

 Sentiero n° 1/6 M.Malpertuso-Incrocio 9 Difficoltà lieve Km 4,5 - Durata 3h

 Sentiero 1/7 Incrocio 9-S. Antonio Difficoltà lieve Km 2 - Durata 45'

 Sentiero 1/8 Da Incrocio 9 a Levanto Difficoltà lieve Km 4 - 2h

 Sentiero n° 02 Manarola-Sella M. Galera Difficoltà media Km 3,8 - Durata 2h 30'

 Sentiero n° 3 Riomaggiore-Telegrafo Difficoltà lieve Km 4,5 - Durata 1h 45'

 Sentiero n° 4b Campiglia-Galleria Biassa Difficoltà media Km 2,7 - Durata 2h 30'

 Sentiero n° 4d S. Antonio-Monesteroli Difficoltà media Km 2,2 - Durata 2h

 Sentiero n° 6 Manarola-Sella di Monte Marvede Difficoltà discreta Km 3,7 - Durata 2h 15'

 Sentiero n° 7 Vernazza-Cigoletta Difficoltà discreta Km 3 - Durata 1h 30'

 Sentiero n° 7a Corniglia-Cigoletta Difficoltà lieve Km 2,8 - Durata 1h 40'

 Sentiero n° 7b Corniglia-Cigoletta Difficoltà discreta Km 3 - Durata 2h

 Sentiero n° 8 Vernazza-Foce Drignana Difficoltà discreta Km 2,5 - Durata 1h 30'

 Sentiero n° 8a-8b N.S.di Reggio-N.S.di Soviore Difficoltà media Km 4 - Durata 2h 30'

 Sentiero n° 9 Monterosso-Soviore Difficoltà lieve Km 2,5 - Durata 1h 30'

 Sentiero n° 10 Monterosso-S.Antonio al Mesco Difficoltà media Km 2 - Durata 1h

 Sentiero n° 11 Campiglia-Punta Persico Difficoltà discreta Km 1,30 - Durata 40'



 

 


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