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Pannello 5: Gli spettacoli in musica nel Teatro Civico/Teatro Verdi


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Gli spettacoli in musica nel Teatro Civico/Teatro Verdi
La presenza della musica fu costante nel Teatro Civico/Teatro Verdi. L’inaugurazione (14 aprile 1918) fu una serata animata dalla banda del primo reggimento Tiroler Kaiserjäger, e dai Männergesangverein e Musikverein di Bolzano.

Dopo i pionieristici allestimenti di melodrammi da parte della compagnia stabile di Leo Bowacz, accompagnata dall’orchestra di Max Ernst Thamm, dal 1923 fu istituita la stagione lirica di primavera, arricchita nel 1924 dalla stagione lirica d’autunno. Fu un progetto in linea con le direttive nazionali che riconoscevano nella lirica il grande teatro popolare italiano.

Artefice della promozione locale fu Mario Mascagni. Dal 1929 al 1932 l’orchestra del celebre maestro accompagnò cantanti di grido dell’epoca (Carmen Asensio, Aldo Oneto, Stani Zawadska, Lina Pagliughi, Giuseppe Taccani).

Nelle stagioni successive la lirica diventò punto fermo nel progetto di italianizzazione dello spettacolo. Furono investiti molti soldi, non sempre ammortizzati dagli incassi, per scritturare le eccellenze del canto, Toti Dal Monte, Gilda Dalla Rizza, Carlo Morelli, Iris Adami Corradetti, Antonio Bagnariol, Liana Grani, Carlo Galeffi, il giovane Mario Del Monaco. Nel cartellone figurarono melodrammi di Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Gaetano Donizetti, Riccardo Zandonai, Gioacchino Rossini, Pietro Mascagni.

Anche i concerti sinfonici furono di alto livello. Le orchestre Strauss, Teatro Scala di Milano, Stabile Fiorentina, Münchner Philharmoniker, Santa Cecilia di Roma incantarono la platea, che non mancò agli incontri con la musica da camera. Applaudì Karl Deluggi, Leo Petroni, il Quartetto Poltronieri e Ignaz Friedman, pianista internazionale espulso dall’Italia per motivi razziali, ultimo artista di lingua tedesca a esibirsi nel 1934.

Musik im Stadttheater/Teatro Verdi
Die Musik spielte im Stadttheater/Teatro Civico immer eine erstrangige Rolle. Schon der Eröffnungsabend (14. April 1918) wurde von Darbietungen der Musikkapelle des 1. Tiroler Kaiserjäger-Regiments, des Bozner Männergesangvereins und des Musikvereins Bozen musikalisch umrahmt.

Nach den ersten, geradezu pionieristischen Aufführungen von Opern und Operetten durch das von Leo Bowacz geleitete Stadttheater-Ensemble, bei musikalischer Begleitung durch Kapellmeister Max Ernst Thamm, wurde im Frühjahr 1923 die erste Opernsaison ins Leben gerufen, die vom darauf folgenden Jahr an im Frühjahr und im Herbst auf den Spielplan kam. Eine solche Programmgestaltung kam voll und ganz den Wünschen der italienischen Regierung entgegen, die die Oper als das italienische Volkstheater ansah.

Die Aufführung von Opern wurde in Bozen besonders von Mario Mascagni gefördert. Von 1929 bis 1932 begleitete der berühmte Dirigent mit dem unter seiner Leitung stehenden Orchester namhafte Opernsänger seiner Zeit, wie Carmen Asensio, Aldo Oneto, Stani Zawadska, Lina Pagliughi und Giuseppe Taccani.

In den anschließenden Spielzeiten bediente man sich auch der Opern zur Durchsetzung der Italienisierung des Theaterlebens. Um Opernstars wie Toti Dal Monte, Gilda Dalla Rizza, Carlo Morelli, Iris Adami Corradetti, Antonio Bagnariol, Liana Grani, Carlo Galeffi und den jungen Mario Del Monaco nach Bozen zu bringen, wurden hohe Gagen ausgesetzt, denen nicht immer gleich hohe Inkassi entsprachen. Auf dem Programm standen Werke von Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Gaetano Donizetti, Riccardo Zandonai, Gioacchino Rossini und Pietro Mascagni.



Höchstes Niveau zeichnete auch die Konzerte aus. Das Publikum spendete dem Strauss-Orchester und dem Orchester der Mailänder Scala, den Münchner Philharmonikern und den Orchestern Stabile Fiorentina und Santa Cecilia aus Rom begeisterten Beifall, aber nicht geringeren Anklang fanden die Kammermusikabende mit Karl Deluggi, Leo Petroni, dem Poltronieri-Quartett und dem international bekannten Pianisten Ignaz Friedman, der als letzter deutschsprachiger Musiker 1934 in Bozen auftrat, in der Folge aber wegen seiner jüdischen Abstammung diskriminiert wurde und Italien 1939 verlassen musste.


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