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Interpretazioni : sogni, lapsus e dimanticanze


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INTERPRETAZIONI : SOGNI, LAPSUS E DIMANTICANZE

Freud arriva ad introdurre anche la possibilità di analizzare i sogni; il sogno però non esprime mai i contenuti inconsci così come sono, ma li trasforma e li deforma: il sogno va dunque interpretato. I suoi contenuti non vanno presi alla lettera, perché non sono le cose accadute rimosse ma simboli di queste.



Freud infine arriva a dare una spiegazione anche alle cause che stanno alle origini delle dimenticanze, dei lapsus, e in generale di tutti quegli “errori” che nella vita di ogni giorno commettiamo, senza prestarvi alcuna particolare attenzione, e che nascondono fenomeni psichici ben precisi e profondi:

  1. DIMENTICANZA DEI NOMI PROPRI in molti casi l’uomo si dimentica una gran quantità di nomi, e in particolar modo quelli propri. In tali casi, oltre al fenomeno della dimenticanza, subentra quello dello spostamento: a colui che si sforza di richiamare alla memoria il nome dimenticato si presentano alla coscienza altri nomi sostitutivi che sono si riconosciuti come errati, ma che tuttavia continuano a riproporsi con grande insistenza. Il processo che deve riprodurre il nome cercato è spostato. Il presupposto da cui parte Freud è che quest’ultimo meccanismo non sia lasciato all’arbitrio psichico, ma segua percorsi a loro volta definiti da leggi ben precise. Le condizioni della dimenticanza di un nome, sono dunque: una certa predisposizione a dimenticarlo, un processo di repressione verificatosi poco prima, la possibilità di stabilire un’associazione esteriore tra il nome in questione e l’elemento represso. Quest’ultima condizione non deve essere più di tanto sopravvalutata, poiché nella maggioranza dei casi dipende dalle scarse pretese di associazione logica, ispirate dal nome.

  2. LAPSUS VERBALI gli esperti raggruppano i lapsus verbali, classificandoli in scambi ( per esempio “LA MILO DI VENERE” anziché “LA VENERE DI MILO”), presonanze o anticipazioni ( per esempio “MI SENTIVO IL PESSO…PETTO OPPRESSO”), risonanze o posposizioni, contaminazioni (quando si cambiano due modi di dire), sostituzioni ( quando si invertono due termini dalla fonetica simile ma dal significato completamente diverso). Il lapsus va interpretato come una rappresentazione inconscia, che non va sottovalutata, ma che al contrario ha consistenti implicazioni con la vita subconscia dell’individuo.

  3. AZIONI SINTOMATICHE E PERDITA DEGLI OGGETTI Freud suddivide le azioni sintomatiche o causali, che potrebbero essere raggruppate a seconda che si verifichino abitualmente, regolarmente sotto determinate circostanze, oppure siano isolate. La prima (giocherellare con la penna, attorcigliare la barba…) assomigliano a vari tipi di tic nervosi, tanto che vengono trattati assieme a questi ultimi. Nel secondo gruppo Freud inserisce tutte quelle azioni automatiche che si compiono con un oggetto in mano: scarabocchiare con la matita, far tintennare la moneta in tasca, stropicciare l’abito che si indossa, e così via. Di solito quando si compiono queste azioni, non se ne vedono gli effetti; tutto ciò che si fa, senza accorgersene è degno di approfondimento: ogni piccolo particolare, per esempio un bottone non allacciato, significa che la persona non vuole dire direttamente qualcosa. Tra le tante azioni sintomatiche una delle frequenti è quella della perdita di alcuni oggetti, cui teniamo particolarmente. Questo fenomeno va interpretato nel più dei casi come un desiderio come un desiderio inconscio di colui che subisce la perdita. Spesso è solo l’espressione del poco valore dell’oggetto perduto, un’avversione nascosta per la cosa, per la persona da cui proviene o che l’oggetto in questione ci ricorda.


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