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Rom
La storia dei rom è stata oggetto di studio da parte degli storici, ma fino a tempi recenti essi non erano riusciti ad ordinare con precisione gli avvenimenti: molte incomprensioni derivano dal fatto che i rom vivono dispersi nei vari paesi europei e, recentemente, anche negli Stati Uniti. I motivi che nel passato hanno creato indeterminatezza sulle loro origini derivano dal diverso modo di chiamarli nei vari paesi europei. Per esempio, nella penisola balcanica, ma anche in altri paesi, i rom vengono chiamati semplicemente gjupci (gypsy), oppure tzigani (zingari). A causa del nome ‘gjupci’, si è ritenuto che fossero provenienti dall'Egitto; sembra invece che, fuggendo dagli inquisitori della chiesa cristiana, si autodefinirono ‘gjupci’ per nascondere il nome ‘zingari’ e per salvarsi la vita.

Dalle ultime ricerche è emerso che i rom sono originari dell'India; all'inizio del secolo X d.C., iniziarono le migrazioni di piccole famiglie dalle pianure di Pamir, nel nord-est dell’India, a causa della grande povertà nella quale si trovavano in quel periodo e nella ricerca di terre più accoglienti e più fertili. Essi svolgevano mestieri diversi: giocolieri, ammaestratori di animali, musicisti, danzatori, acrobati. I rom non arrivarono subito in Europa, ma si fermarono nei posti dove venivano accolti dalla gente; così sappiamo che in Persia rimasero molto tempo nel territorio del Luristan (il territorio si chiama ancora oggi Luristan, e i rom lo chiamano Luri).

La più grande migrazione avvenne nel X secolo, durante il quale i rom si trasferirono nei paesi asiatici dell’Iran, Irak, Siria, Armenia e Turchia e nella penisola balcanica. Essi si dispersero poi nei paesi europei, soprattutto in Grecia, Yugoslavia, Romania, Italia, Austria. Esistono documenti sulla loro presenza in Italia fin dal 1422 e in Yugoslavia, a Pristen, nel periodo dello zar Dusan (XIV secolo). Attualmente i rom si trovano in tutto il mondo e si contano circa 14 milioni di persone di questa etnia.

Il vero fascino dei rom è la famiglia intesa come sistema di gruppi familiari uniti da legami di parentela, con i loro figli e più generazioni. La famiglia estesa è una unità educativa, sociale ed economica, un insieme solidale nei confronti delle altre famiglie e del mondo esterno, dove i genitori e gli anziani vengono profondamente rispettati e mai lasciati soli, così come vengono accuditi gli ammalati, gli orfani e gli individui più deboli del gruppo. I figli che abbandonano la loro casa con il matrimonio, per entrare a far parte di un nuovo gruppo familiare, continuerà sempre a rappresentare la sua famiglia di origine, nella quale tornerà in caso di conflitti tra i due gruppi. Nessun individuo, tra gli zingari, rimane mai solo nella vita.



I bambini sono sempre ben accolti ed educati nella collettività: i più grandi badano ai più piccoli e collaborano alle attività degli adulti, con ruoli differenziati sulla base del sesso; così adulti, bambini e anziani sono sempre a contatto tra loro e ciascuno trova sicurezza e forza all'interno della propria comunità. Un ambiente estraneo, come la scuola, separato dalla comunità di appartenenza, che adotta dei sistemi educativi diversi da quelli molto flessibili della famiglia, può creare perciò nei piccoli rom delle difficoltà di adattamento.

Il mondo zingaro è molto complesso e poco conosciuto, spesso visto attraverso stereotipi e pregiudizi; essendo distribuito in tutto il mondo, questo popolo possiede una enorme ricchezza di tradizioni, che si manifestano in forma diverse nelle attività lavorative, nella lingua, nella religione, nei riti, nell'habitat... L'eterogeneità delle abitudini deriva soprattutto dalle numerose culture assimilate nelle società con cui gli zingari sono rimasti più o meno a contatto nel corso della loro lunga e difficile storia e dalla necessità di adeguarsi ai vari ambienti.


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